Indici dei prezzi al consumo aprile 2008 per l’intera collettività 135.2 (+3.3% YoY)L’Istat il 14 maggio 2008 ha reso noto i prezzi al consumo del mese di aprile 2008 dando luogo ad un sistema di indici costituito da (i) indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC); (ii) indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI); (iii) indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’UE (IPCA). Nel mese di aprile 2008 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività è stato pari a 135.2 con una variazione congiunturale di +0.2% e una variazione tendenziale di +3.3%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati ad aprile 2008 è stato pari a 133.5, con una variazione di +0.2% rispetto a marzo e una variazione di +3.3% rispetto ad aprile 2007. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) nel mese di aprile è stato pari a 107.8 registrando una variazione di +0.6% sul piano congiunturale e una variazione di +3.6% in termini tendenziali.
Per quanto riguarda l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ad aprile gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1.5%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0.5%) e servizi ricettivi e di ristorazione (+0.4%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli servizi sanitari e spese per la salute, istruzione e altri beni e servizi; variazioni negative invece nei capitoli trasporti, comunicazioni (-0.3% per entrambi) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0.2%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6.1%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5.6%) e trasporti (+5.1%); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli comunicazioni (-2.7%) e servizi sanitari e spese per la salute (-0.3%). Per quanto riguarda l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1.4%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0.5%) e servizi ricettivi e di ristorazione (+0.3%); variazioni negative si sono registrati nei capitoli trasporti (-0.4%), comunicazioni (-0.3%), ricreazione, spettacoli e cultura (-0.2%) e altri beni e servizi (-0.1%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5.6%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5.5%) e trasporti (+5.1%); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli comunicazioni (-3.3%) e servizi sanitari e spese per la salute (-0.2%). Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione gli indici NIC e FOI hanno registrato aumenti tendenziali più elevati dell’indice NIC e si sono verificati nelle città di Reggio Calabria, Cagliari (+4% entrambe), Torino, L’Aquila, Napoli (+3.8% per tutte e tre), Campobasso e Bari (+3.4% per entrambe); quelli più moderati hanno riguardato le città di Trento (+2.6%), Trieste, Perugia (+2.8% entrambe), Venezia, Bologna, Ancona e Roma (+2.9% per tutte e quattro). Per l’indice dei prezzi al consumo per i paesi dell’UE (IPCA) gli aumenti congiunturali più significativi si sono registrati nei capitoli abbigliamento e calzature (+3.4%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1.5%), prodotti alimentari e bevande analcoliche e servizi ricettivi e di ristorazione (+0.5% entrambi); variazioni congiunturali nulle si sono registrate nei capitoli istruzione e altri beni e servizi; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli trasporti, ricreazione, spettacoli e cultura (-0.3% entrambi) e comunicazioni (-0.2%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6.2%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5.6%) e trasporti (+5.2%); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli comunicazioni (-2.7%) e servizi sanitari e spese per la salute (-0.5%).
|